Sognare Politicamente – 2/3

di Silvana Tacchio

sognare-oliticamente-2di3

per chi vuole rileggere la parte 1/3 

La polis e la civitas  però non hanno  più un futuro se non si sogna;  la politica perde automaticamente la sua capacità di pensare il domani e finisce con il privilegiare l’aspetto più contingente legato alla gestione e alla amministrazione del potere che rischia di essere un potere senza immaginazione

L’Uso Sociale del Sogno ha posto, a mio avviso,  le premesse per andare oltre le dicotomie tra individuale e  sociale e per poter lavorare in accordo con i modelli della complessità.

I sogni ci aiutano a esplorare la trama mentale ed emotiva  del noi, a esplorare il sociale come organizzazione mentale che ha lo scopo di garantire la sopravvivenza del genere umano.

L’Uso Sociale del Sogno può consentire di ripensare la natura dello spazio politico e comunitario e  la politica può riacquistare il suo senso originario di azione finalizzata al bene della collettività,  se si è in grado di  pensare il soggetto non più come individuo monade ma come pluralità.

Sono  convinta  che nell’approccio ci sono le basi per pensare al sogno come ad un sogno collettivo,  come ad un elemento di potenziale sviluppo di creatività e di relazionalità tra gli individui ,  i gruppi e le istituzioni di appartenenza,  tra le persone e la società in cui vivono.

È come se le persone che sognano insieme  fossero capaci di cogliere evidenze che chi è sveglio non può o non vuole:  gli occhi di chi sogna sono probabilmente sottratti ai condizionamenti del gruppo sociale e possono quindi vedere fatti con una forza e una tensione che gli occhi di chi è sveglio non possono riconoscere.

Il sogno si costituisce come   un’avventura della mente, perché senza confini e senza frontiere e si situa sempre altrove.

Con l’Uso Sociale del Sogno la visione delle organizzazioni e delle realtà sociali si articola su più livelli,  da quelli espliciti formali a quelli più profondi nascosti; inconsapevoli quest’ultimi sono spesso i più significativi ma anche i meno accessibili.

Noi attiviamo le nostre rappresentazioni del mondo (M. Heidegger),   i nostri scetticismi, le nostre credenze , i nostri localismi, le nostre discordanze , ma anche le nostre concordanze, che possono confluire nella democrazia

I sogni ci pongono delle domande che emergono da un vortice di complessità nel  dialogo interno ed esterno permanente che può essere anche conflittuale dal punto di vista trans– personale , tran-generazionale e trans-nazionale. 

Lo sviluppo dell’Uso sociale del sogno  persegue quella che G. W. Lawrence ha definito una politica della “rivelazione”  in cui obiettivo dei colui che assume il ruolo di host  non è tanto indicare le azioni da fare (la soluzioni politica della “salvazione”) quanto promuovere nei cives riuniti a sognare la  possibilità di collegarsi con i propri livelli emotivi inconsapevoli come base per assumere poi una posizione meno conformistica, più attiva e responsabile.

L‘Uso Sociale del Sogno diventa un motore che crea connessioni,  interdipendenze,  visioni altre rispetto alla contingenza  e  ci sostiene nell’incertezza di un mondo planetario. Il sogno che si nutre di immagini , racconti,  storie , simboli aiuta a creare una tensione dialogica tra unità e  molteplicità.

Abbiamo bisogno oggi di una cultura analitica per capire ciò che ci sta accadendo;  la razionalità astratta ha  fatto prevalere elementi di distruttività (nazionalismi , pulizie etniche, sacralizzazione dei confini) rispetto a politiche di costruttività,  di pace e di equità sociale.

Ogni tipologia di coerenza nella crisi  delle istituzioni e dei mercati è saltata, è venuta meno, rompendo patti di cittadinanza e di solidarietà.

 

… continua settimana prossima con l’ultima parte, restate con noi.

 

 

Autore: spaziodeisogni

Siamo un gruppo creato intorno alla metà anni 2000 in ARIELE, Associazione Italiana di Psico-Socio-Analisi, per studiare le metodologie legate all'uso dei sogni (notturni) e le possibili applicazioni nei gruppi e nelle organizzazioni. Negli anni il gruppo ha lavorato, si è trasformato e ha dato i suoi frutti. Abbiamo, nel tempo, affinato un modo nostro di utilizzare il metodo, che abbiamo chiamato "Uso Sociale del Sogno", questo blog parte nel 2016 per condividere, e divulgare anche in modo informale, la nostra ricerca.

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