Sogni di mezza estate

di Elisabetta Pasini Luglio/Agosto 2016

L’ultimo incontro del nostro gruppo sull’ Uso Sociale del Sogno, il 15 luglio, prima delle vacanze estive, è stato intenso, profondo, difficile da dimenticare.

Forse perché gli ultimi mesi hanno rappresentato per noi un momento di svolta, durante il quale abbiamo tentato con non poche difficoltà di darci nuovi obiettivi di ricerca e di trovare una nostra identità; forse perché anche Ariele sta attraversando un momento di passaggio, dal quale potrebbero nascere pensieri nuovi, ma anche no, e siamo tutti consapevoli del rischio; forse perché, per la prima volta, l’incontro del nostro gruppo era tutto al femminile, casualmente nessuno dei nostri compagni maschi era presente quel giorno, e questo ha creato una speciale intimità… sta di fatto che la nostra attività onirica si è sbizzarrita, e nei sogni di molte di noi sono comparse figure femminili emblematiche e, passatemi il termine, archetipiche.

La prima a comparire è stata Lucia Mondella; poi una di noi si è trasformata in una Sofia Loren brutalizzata dal suo medico, infine una nota collega psicanalista è diventata una triste maschera di Pierrot col trucco sfatto, attraente e respingente al tempo stesso.

Quelle immagini femminili continuarono a tornarmi in mente per parecchi giorni, proprio non mi riusciva di dimenticarle o di metterle da parte, e nemmeno lo volevo ad essere sincera.

Mi intrigavano, e c’era anche un motivo particolare; da quasi un anno, da quando mi sono trasferita a Dubai, ho iniziato una ricerca molto personale sul mistero del femminile, simbolicamente rappresentato dal velo. Qui a Dubai infatti, anche se il velo non è un obbligo, è frequente vedere per strada donne col capo coperto che indossano l’abaya, il tradizionale abito nero lungo fino ai piedi. Al di là di tutto quello che del velo si può pensare, e che non è per nulla oggetto di questo post, ciò che da subito mi ha affascinato è il mistero che queste figure velate nascondono, l’intensità degli sguardi, l’eleganza della postura, che mi fanno pensare che queste donne in qualche modo custodiscono qualcosa che io, emancipata donna occidentale, forse ho perduto, oppure dimenticato; e questo qualche cosa mi sembra abbia a che fare con una diversa immagine del femminile, che questi sogni richiamavano irrimediabilmente in causa.

Quindi, ho provato a disegnare il Pierrot, oppure la Grande Madre, se vi pare…..

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E poi c’è stato il sogno di Elena, con cui abbiamo continuato una lunga discussione via mail, e il suo disegno del sogno…

 Sogno di Elena, 26 luglio 2016

“ Se qualcuno ti dice cicciabomba non far cadere tutto quello che hai in mano; non raccogliere le provocazioni quando saremo alla festa”. “Io me ne infiththchio” mi risponde una bambina bruna, riccia, grassottella, simpaticissima, circa 7 anni. (Poteva essere mia figlia.)

Nel frattempo – sempre per questa festa – avevo fatto cambiare di abito a una giovane donna che si era vestita in modo dimesso. “Devi essere splendida, bella come sei: puoi portare qualunque cosa” e l’avevo incoraggiata a indossare un abito fiammeggiante. Era uno schianto.

Sempre per questa festa ero andata a colpo sicuro da un tabaccaio per comprare non so che, ma non c’era più. E lì ho iniziato una ricerca affannosa del tabaccaio. Ho perfino chiamato mio papà (che non c’è più da tanti anni) chiedendogli di guardare se accanto al telefono c’era un foglietto con il numero. Non c’era e mi sono arrangiata senza.

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Prime amplificazioni

Il tuo sogno è bellissimo, avevo detto ad Elena, mi ha fatto pensare a una canzone che cantava sempre mia nonna, faceva più o meno così:

Mamma, mormora la piccina

mentre pieni di pianto ha gli occhi

per la tua piccolina non compri mai balocchi

mamma tu compri soltanto profumi per te….

Io piangevo sempre come una fontana quando mia nonna la cantava, mi immedesimavo molto nella piccola…

Certo che conosco questa canzone, risponde Elena, la cantavano anche a me quando ero piccola. Ricordo di aver pensato: “ma sarà stronza questa mamma”…  nel mio sogno però, per fortuna, le figlie stanno bene, la piccola se ne infischia e la grande è diventata una bellezza!

Resta il mistero del tabaccaio…. ma non si può sapere tutto.

Nuove amplificazioni o interpretazioni?

Presa da entusiasmo mi lancio in qualche nuova connessione….

Cara, eccomi qua, scrivo ad Elena, azzardo qualche altra amplificazione sul tuo sogno, questo gioco continua a piacermi molto :))))

La canzone sulla mamma e i balocchi ci porta chiaramente in un ambiente materno, a un difficile rapporto con la madre direi, una madre che non è capace di cura, anzi pensa solo a se stessa, e questa reazione porta lacrime e disperazione (le mie), ma anche aggressività e ribellione (la tua reazione).

Dunque direi che la bambina bruna e piccolina che parla con un sibilo e dice me ne infischio mi sembra abbia qualcosa di te, sono parti che ti appartengono, del resto anche nel disegno un po’ ti somiglia :))))

La sciantosa col vestito rosso invece mi sembra più problematica, e certamente qui il colore è importante, mi fa pensare ai nostri archetipi del femminile, a Lucia Mondella, a Sofia Loren. Ho cercato i possibili significati del colore rosso, che sono tanti e contrastanti; ma soprattutto il rosso è il colore dell’amore e della passione, collegato a Venere, e anche della forza vitale, dell’aggressività e della guerra, Marte. Se poi pensiamo che tra i due c’era del tenero e che dalla loro unione è nato Eros, potremmo dire che la sciantosa in rosso è una immagine di quella che i miei amici jungiani chiamano Anima, l’archetipo femminile del maschile, senza la quale la vita sarebbe di una noia infinita… e infatti nel sogno tu stai andando a una festa, se non sbaglio :))))

E ora veniamo alla parte più difficile, chi è il tabaccaio? qui il tuo disegno è stato illuminante, mi ha fatto pensare che il tabaccaio, con quella scritta che tu hai disegnato, è ormai una cosa di altri tempi, che non si trova quasi più, e infatti tu non riesci a trovarlo…. poi ho pensato che la vecchia scritta, in realtà, era “sali e tabacchi”, e questo mi ha fatto venire in mente una vecchia barzelletta: un tizio vede su un palo per strada una scritta che dice “sali,” e lui si arrampica sul palo, e poi ancora una seconda scritta “sali”, e lui continua a salire, e avanti così per tre volte finché alla fine in cima al palo c’è scritto “tabacchi” :)))).

Quindi forse il tabaccaio rappresenta la ricerca di qualcosa, e questo qualcosa, se prendiamo per buona la mia barzelletta, sta in alto, è una spinta a salire al livello dello spirito e del pensiero.

Dunque questa è forse un po’ la storia del nostro gruppo??? stiamo cercando anche noi un tabaccaio???

Elena, ultima tappa (per ora…)

Stupende le tue amplificazioni al mio sogno….provo a continuare il gioco!

Difficile rapporto con la madre, beh sono 63 anni che ci lavoro su; lasciamolo un attimo da parte, poi casomai lo riprendo o ci faccio un altro bel sognetto.

Sì, è vero, la bambina piccola un po’ mi somiglia, anzi a pensarci bene ho provato a vestirla come mia mamma vestiva me quando avevo 7 anni. Con vestitini ricamati a nido d’ape, credo che si dica così. Impossibile giocare per non sciuparli e non avrei mai osato dire me ne infischio!

Quindi, da questo punto di vista, un passo avanti!

Rosso! Belle le suggestioni, ora mi viene in mente che in questi giorni sono caduta e da tanto tempo non vedevo tanto sangue dalla sbucciatura sul ginocchio. E la ferita non si sta rimarginando, è vero che ci ho nuotato parecchio, che non va bene. Così oggi, per restare a secco, siamo andati a vedere una mostra di dipinti della collezione privata di Sgarbi e c’era una tela molto intrigante di Venere, Marte e Cupido, non ricordo più di chi.

Sali e tabacchi: anch’io ho una barzelletta che mi raccontava anni fa una bambina, che ora è mamma.

Sali e t’abbacchi? Allora fai così: scendi e ti diverti!!!

E lei rideva tantissimo.

Stiamo cercando un tabaccaio? Può darsi, ma qui le associazioni potrebbero essere davvero moltissime, alla prossima!

Ci siamo fermate qui, per ora…. Ma ho l’impressione che sia solo uno stop momentaneo, e che forse nemmeno l’intermezzo estivo sia del tutto concluso.

Perché mi sembra che questo emergere prepotente sulla scena del tema del femminile non sia casuale – del resto, l’inconscio non parla mai a caso… – e stia aprendo a innumerevoli  possibilità creative, che fino ad ora erano probabilmente rimaste sotto traccia. E credo che continuare, come gruppo, a riflettere su questi elementi potrebbe portarci verso nuove scoperte, magari passando da una dimensione di fusionalità indifferenziata, la condizione originaria del femminile come vaso contenitore di potenzialità indistinte, verso una dimensione trasformativa e generativa; transitando, questo sì è forse necessario, attraverso la distruttività dell’ambivalenza materna, che è sempre più importante riconoscere e accettare.

È sempre difficile immaginare dove le amplificazioni e le libere associazioni dei sogni possano condurre.

Tessere nuove trame è però, da sempre, una delle principali caratteristiche del femminile. Trame e tessuti che servono a proteggere e riparare dalla luce troppo forte del sole, e a volte a preservare misteri che non devono essere completamente rivelati, perché la chiarezza è nemica della profondità, e l’ombra del dubbio garantisce l’integrità del pensiero; ma anche trame e tessuti che hanno una funzione creativa, capaci di generare nuovi mondi, che possono esistere, prima ancora che nella realtà, nell’immaginazione, e nel tempo dell’attesa e della sosta….

Dunque, buone vacanze creative a tutte/i, e arrivederci in autunno J))))

 

 

Autore: spaziodeisogni

Siamo un gruppo creato intorno alla metà anni 2000 in ARIELE, Associazione Italiana di Psico-Socio-Analisi, per studiare le metodologie legate all'uso dei sogni (notturni) e le possibili applicazioni nei gruppi e nelle organizzazioni. Negli anni il gruppo ha lavorato, si è trasformato e ha dato i suoi frutti. Abbiamo, nel tempo, affinato un modo nostro di utilizzare il metodo, che abbiamo chiamato "Uso Sociale del Sogno", questo blog parte nel 2016 per condividere, e divulgare anche in modo informale, la nostra ricerca.

1 commento su “Sogni di mezza estate”

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